aprile 24, 2009
l’esperienza dell’ultimo uomo
Nel paragrafo 44 della quinta Meditazione cartesiana, Husserl accenna ad un’esperienza limite, quella dell’ultimo uomo, del sopravvissuto ad una “pestilenza universale” che ha lasciato esistere “me soltanto”. Il cenno husserliano ha lo scopo di introdurre, per contrasto e differenza, una riduzione fenomenologica “insolita”, ovvero quella alla sfera egologica di proprietà, ad uno strato dell’esperienza attribuibile in esclusiva proprietà all’ego.
Di quest’ultima ci occuperemo nel prossimo seminario (del 27 aprile).
Tuttavia, per cogliere meglio la suggestione husserliana relativa all’esperienza dell’ultimo uomo, (e quindi, per contrasto e differenza, quella che Husserl chiama la riduzione al proprio) sarà utile tenere a mente come ulteriori suggestioni queste immagini, risposte possibili alla (im)possibile domanda: cosa vedrei se fossi rimasto l’ultimo uomo sulla Terra?
Arcangelo Licinio
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